Centro Studi Gianni Rodari - Orvieto

|La bambina dai capelli d'oro|
                                        

La bambina dai capelli d'oro

Gianni Rodari inventò una parte della storia e ci invitò poi a continuarla, promettendoci che avrebbe utilizzato le nostre versioni nella stesura definitiva. Non ha potuto farlo a causa della sua morte.
L'abbiamo ripresa in seguito tutti insieme scegliendo dai vari finali precedentemente proposti quello che, secondo noi, sarebbe stato maggiormente gradito a Rodari.
E’ sorprendente come i bambini ricordassero ancora, a distanza di un anno e mezzo, la trama narrativa, i dialoghi, gli stessi gesti e perfino la flessione di voce dello scrittore.
Venne spontaneo, a quel momento, dare il nome di Gianni al
«bambino con l'orecchio verde».

Su una collina, lontano dalla città, viveva una famiglia molto povera. Un giorno nacque una bellissima bambina bionda e tutti erano felici per lei. Tutti quanti dicevano che era bella e man mano che cresceva diventava sempre più carina. Un giorno arrivò uno zio siciliano molto ricco per vedere sua nipote. Accarezzò i suoi capelli e cominciò ad avere dei sospetti: erano duri e splendenti, allora ne parlò alla madre e al padre. La mattina dopo lo zio tagliò una ciocca di capelli e li portò dall'orefice che esclamò meravigliato:
- Dove avete preso questi fili d'oro?
Lo zio, sentendo le parole dell'orefice, si precipitò a casa e riferì tutto al padre ed alla madre.
Un giorno, tornando a casa, non trovò la bambina e rimproverò i genitori dicendo loro che non dovevano farla uscire: se si bisticciava con un'altra e si tiravano entrambe i capelli, erano milioni perduti. Per prudenza venne deciso che la bambina avrebbe portato una parrucca per coprire i suoi capelli.

Un giorno la bambina uscì di nascosto, scoprì un torrente e si mise a giocare con l'acqua. Da quel giorno incominciò ad andare sempre al torrente.
Una volta incontrò un bambino con una benda all'orecchio. Contenta di poter parlare con qualcuno domandò:
- Come ti chiami?
- Mi chiamo Gianni. Come mai da queste parti? Non viene mai nessuno!
- Ma come ?! Vengo qui tutti i giorni!
- Strano non ti ho mai vista.
Stettero un po' assieme e al momento di lasciarsi, si diedero appuntamento per il giorno dopo. E così di volta in volta si conobbero sempre più a fondo, finchè un giorno giocando, la parrucca cadde e si videro i capelli splendenti.
- Che bei capelli!! Sembrano d'oro! - esclamò meravigliato Gianni.
- Ma sono d'oro! E per evitare che qualcuno se ne accorga, i miei parenti mi fanno indossare questa parrucca.
- Adesso che mi hai confidato il tuo segreto, io ti svelerò il mio: porto questa benda per un motivo particolare: per coprire il mio orecchio verde.
- Come?
E senza dire nulla il bambino si tolse la benda mostrando alla bambina il suo orecchio verde.
- Ma dimmi, perchè è verde?
- chiese curiosa la bambina
- Perchè è un orecchio particolare: grazie ad esso posso comunicare con le piante e gli animali. Figurati che posso sentire la chiacchieratina tra due formiche!
- E' assurdo, non ci credo!
- Vuoi una prova? Eccola!
Il ragazzo avvicinò l'orecchio a terra e riferì tutto ciò che sentiva:
"E' una bella giornata, vero?"
"Certo, c'è un sole splendido!"
- Ci credi adesso?
- Credevo di essere l'unica persona strana, ma vedo che non sono la sola!

Da qualche tempo la mamma della bambina non si sentiva molto bene. Arrivò il giorno in cui dovettero chiamare un'infermiera per le punture.
Un giorno questa, passando davanti alla stanza della bambina, notò uno strano luccichio nell'oscurità. Incuriosita si avvicinò e scoprì i suoi capelli d'oro. Purtroppo quella persona non era molto raccomandabile, perchè suo marito era il capo di una banda (naturalmente non musicale!).
Andando ogni giorno per la puntura, l'infermiera poteva osservare la bambina senza destare sospetti. Riuscì a capire che la bambina andava ogni giorno al torrente, quindi lo riferì al marito. Questo organizzò subito il rapimento.

E così una mattina, come faceva ogni giorno, la bambina tranquilla si recò al torrente...
Ed ora continuate voi! - aggiunse Rodari


Così una mattina la bambina si recò al torrente per incontrare Gianni e giocare con lui, ma l'amico non arrivava; allora si sedette su una pietra vicino al ruscello ad aspettare. Dorina (così si chiamava la bambina dai capelli d'oro) cominciò a preoccuparsi e pensò: Forse gli sarà successo qualcosa? Spero di no!
Mentre aspettava, si chinò per raccogliere dei fiori. Ad un tratto sentì una voce che la chiamava e pensò:
- Forse è arrivato Gianni.
Mentre correva dalla parte dove aveva sentito la voce, sbucarono dai cespugli due uomini incappucciati: la presero, la bendarono, la caricarono su  una macchina e partirono a gran velocità.
Sulla macchina insieme ai due uomini c'era anche una donna. La bambina capì che ad un certo punto la macchina aveva preso una strada di campagna. Fecero un buon tratto, poi ad un certo punto la macchina si arrestò. La bambina fu condotta nel rifugio: qui gli venne scoperto il volto. Dorina potè allora aprire gli occhi e si accorse che l'avevano portata in un ambiente umido, sotterraneo, scavato nel tufo. La prima persona che vide fu la donna sui cinquant'anni ed era la stessa che veniva a fare le punture alla madre.
Questa osservò subito a che punto erano i capelli.
- Beh, - disse - si possono tagliare. E così estrasse un paio di grosse forbici e cominciò a tagliare grossolanamente i capelli facendo male alla bambina che si dibatteva inutilmente.
- Ahi! Non me li sai tagliare un po' meglio?
- A me non importa come li taglio, ma cosa ti taglio.
Finito "il servizio di acconciatura" la donna lasciò la bambina che scoppiò in lacrime. Intanto a casa di Dorina lo zio era tornato e, non avendo trovato sua nipote, cominciò a rimproverare i genitori:
- Ma è possibile, dopo tutte le volte che ve l'ho detto....Perchè l'avete fatta uscire?.....Non sapete che è pericoloso?
- Non l'abbiamo fatta uscire noi: è uscita di nascosto! -
si scusarono i genitori.
- Quando torna, gli farò vedere io! - promise lo zio.
Ma purtroppo la bambina non tornava.
- Che sia scappata di casa? - disse la madre della bambina.
- No, non è possibile, non aveva mai dato segni di voler scappare.
- Secondo me avranno scoperto il segreto dei capelli e l'avranno rapita...mannaggia a voi!
Si fecero le quattro del pomeriggio, ma la bambina non si fece viva. Preoccupati, i genitori iniziarono le ricerche.
Per prima cosa andarono da una contadina che abitava lì vicino, che aveva una bambina ed era l'unica persona che Dorina poteva frequentare, anche se di nascosto dello zio.
- Per caso mia figlia è uscita con Maria?
- No, mia figlia non è uscita di casa, sta qui ad aiutarmi.
- Dove sarà andata? Conosce solo voi!
- Non so dirti niente... ma aspetta, potresti chiedere a Gianni.
- Chi è questo Gianni?
- Non lo conosci? E' il figlio della signora Giuseppina.
Non sapevo che avesse un figlio di nome Gianni. Andrò da lei, speriamo che mi sappia dire qualcosa.
La signora Giuseppina aprì e, vedendo la madre di Dorina, la salutò gentilmente. Poi questa le chiese notizie di sua figlia. Fu chiamato Gianni... I suoi genitori lo interrogarono se sapeva qualcosa della bambina. Gianni rispose:
- Ci siamo conosciuti un giorno, mentre stavo al ruscello. Da quel giorno c'incontriamo sempre, giochiamo un po' insieme e poi ci diamo appuntamento per il giorno dopo... Ma oggi non l'ho vista.

Il padre e la madre se ne uscirono tutti sconsolati, mentre lo zio era tutto arrabbiato.
Gianni, da parte sua, non poteva certo rimanere con le mani in mano: con una scusa uscì di casa ed iniziò le ricerche. Si recò subito al ruscello e ad un certo punto notò a terra delle strisce lasciate dalle ruote di una macchina. Gli sembrò strano, perchè di lì non passava quasi mai nessuno con la macchiana. Incominciò allora a chiedere informazioni ai suoi amici animali. Nelle vicinanze del torrente chiese ad una cicala:
- Per caso hai visto una bambina dai capelli castani? (era il colore della parrucca), non troppo alta?
- No, mi dispiace, non l'ho vista.
Intanto più in là c'era il piccolo ragnetto Filippo che si stava ricostruendo pazientemente la ragnatela che qualcuno gli aveva distrutto ed esclamò:
- Ehi aspetta un momento, io ho visto una bambina che corrisponde alla tua descrizione!
- Dov'è andata?
- Due uomini incappucciati l'hanno fatta salire su un'auto che si è diretta verso il "mulino stanco".
- Grazie tante per l'informazione. Ciao Filippo.
Così, con il cuore che gli batteva forte forte, Gianni corse verso il luogo indicato che si trovava verso il limite del bosco. Arrivato, lo perquisì con cautela, ma si accorse che era vuoto. Poi, stanco per la lunga corsa, si sdraiò a terra accanto ad un albero e per caso udì, grazie al suo orecchio verde, ciò che due formiche stavano dicendosi:
- Hai sentito? Questa mattina alcuni briganti hanno rapito una bambina.
- Eh sì, ne parla tutto il formicaio dove abito! Per fortuna che da noi formiche non ci sono briganti!
- Chissà dove l'hanno portata, quella povera bambina!
- Ha detto il mio zio Paolone, il formicone, che ha visto la macchina dirigersi verso la vecchia Necropoli.
- Ciao, ora devo andare.
- Buono a sapersi
- disse tra se Gianni. Quando ero piccolo, mi hanno parlato di quella vecchia Necropoli abbandonata. Il problema sarà indovinare la tomba. Arrivato sul posto, si mise a gironzolare tra le tombe.
Ad un certo punto gli parve di sentire delle voci... sembrava qualcuno che si lamentava...
- Un momento... quella è la voce della mia amica ...ma no! Comunque tentar non nuoce, - pensò Gianni.
Avvicinatosi sempre di più alla tomba, sentì di nuovo gridare:
- Aiuto, aiuto....
Poi udì distintamente un'altra voce:
- Se non la smetti di gridare, morirai in questa tomba!
- Ma certo che si tratta di lei!
Occorreva adesso entrare, come fare?
La porta non si apriva e Gianni si accaniva sempre di più. Si mise allora a bussare forte.
- Chi sarà questo scocciatore? - pensò la donna.
Finalmente aprì la porta.
- Signora, avete visto....
- Via, via non c'è nessuno da queste parti!
- gli rispose la donna indispettita. Ma la bambina, che aveva sentito il suo amico, gridò:
- Gianni, non te ne andare!
- Cos'è questa voce? - riprese il bambino.
- No, non è nessuno!
- Ma come, io sento la voce della bambina che sto cercando!
Dorina, strillò di nuovo:
- Gianni, sono qui nel sotterraneo!!!
- Ecco l'ho sentita di nuovo. E' proprio lei.... Siete dunque voi che l'avete rapita.
Intanto lì vicino una famiglia di topolini ascoltava la discussione e si era resa conto della situazione.
- Quella donna non mi piace - disse topo Gigione, il capo della famiglia.
- Neanche a me - rispose Gigia - mi piacerebbe tanto aiutare questi due bambini.
- Certo - aggiunse Gigetto - facciamoci vedere e così spaventiamo la donna. Di sicuro ha paura dei topi.
- Andiamoci tutti insieme, si spaventerà di più - propose Gigiolino.
Così tutta la famiglia dei topini - Gigione, Gigia, Gigetto e Gigiolino - passarono all'attacco.
- Aaaaaaaah!!! Aiuto Aiuto! - gridò spaventata la donna.
Gianni aveva capito la mossa dei suoi amici e corse subito a liberare Dorina che se ne stava rannicchiata piangendo.
- Dai vieni, non perdiamo tempo! Corriamo!
Uscirono dalla tomba e iniziarono la fuga.
- Dobbiamo far presto ad arrivare a casa, ci potrebbero scoprire e poi si sta facendo buio.

Dopo una lunga corsa Dorina, un po' anche per la stancghezza, cadde malamente.
- Ahi! Mi sono fatta male! - si lamentò.
- Ce la fai ad alzarti?
- No, mi fa troppo male.
- Dai, riproviamo!
La bambina cercò di rialzarsi ma cadde di nuovo.
- E' inutile - si disperò - non ce la faccio!
- Non serve a nulla piangere - disse Gianni che cominciava ad essere nervoso e a preoccuparsi - Se proprio dici che non ce la fai... ma aspetta, siamo ormai vicini al "mulino stanco", aspetteremo lì.
C'era silenzio nel bosco. Solo due barbagianni si scambiavano quattro chiacchiere su chi aveva catturato più prede la scorsa notte.
Al mattino vennero svegliati dal leggero fruscio delle foglie e dal canto degli uccellini (romantico vero?....)
- Sarà meglio che partiamo: di sicuro i banditi, avvertiti dalla donna, già saranno in allarme - disse Gianni! Poi aggiunse:
- Sei guarita?
- Sì penso che ce la farò, il dolore mi è quasi passato.
- Chissà cosa staranno facendo i nostri genitori!
- Mi piacerebbe poter dire loro che tra poco torneremo!

Facciamo quindi un passo indietro: i genitori di Gianni, avendo visto scomparire anche il loro figlio, si erano recati a casa di Dorina per saperne qualcosa. Naturalmente non ne sapevano nulla.
- Poveri i nostri figli! - piangevano le madri.
- Ma dove possiamo andare a cercarli?
- Io direi di avvertire la polizia
- suggerì sor Matteo, marito della Giuseppina.
- No, non voglio che la gente sappia che mia nipote è stata rapita! - si rifiutò lo zio.
- Beh, voi potete anche mantenere il segreto... io vado a telefonare alla polizia.
- No, non potete farlo!
- Io faccio quello che voglio!
- E va bene...però ci andiamo di persona
.

Gianni e Dorina intanto erano in cammino verso casa.
- Non ci metteremo molto ad arrivare: conosco questa zona come le mie tasche! - esclamò Gianni per rassicurare Dorina.
Così, verso mezzogiorno arrivarono a casa
- Oh finalmente!....Dove siete stati?.. che vi è successo?
- esultarono le due donne.
- Oh se sapeste - rispose Gianni. -  Dorina è stata rapita dalla banda del marito dell'infermiera... l'avevano portata alla necropoli abbandonata dove l'hanno rinchiusa in una tomba....
E continuò a raccontare tutta l'avventura, ma non ve la ripetiamo perchè già la sapete.
- Povera bambina mia! - esclamò la mamma di Dorina abbracciandola.

Non ci volle molto per catturare i briganti che si erano messi allo scoperto per cercare la bambina. E così, come si dice sempre, vissero tutti felici e contenti. Quando si fecero grandi, Gianni e Dorina si sposarono. Un bel giorno d'estate accadde una cosa bellissima: nacque una bella bambina con gli occhi bellissimi e con i capelli lunghissimi e splendenti come la madre.


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