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GIANNI RODARI, lo sappiamo, non si faceva certo pregare quando si trattava di stare con i bambini.
E così, il 16 dicembre scorso, accolse di buon grado l'invito rivoltogli dagli scolari dell'Istituto Fratelli Maristi di Giugliano, e per essi dal maestro Giorgio Diamanti: restò con loro tre giorni, e ogni giorno per due ore, dalle undici alle tredici.
Completò con l'aiuto di quei bambini l'ennesima delle sue splendide favole, «La bambina dai capelli d'oro», e gli fece inventare e recitare delle scenette.
Il secondo giorno, Rodari invitò i suoi piccoli amici a scrivere su un foglietto le loro paure: quindi, dopo averne scelta una, gli scolari di Giugliano la disegnarono su degli scatoloni portati in classe apposta per quello scopo.
E gli scatoloni, messi l'uno sull'altro, andarono a formare il «mostro di tutte le paure», che venne poi distrutto al ritmo del ritornello della «canzone contro tutte le paure».
Insomma, tre giorni in cui il libero gioco della fantasia si sposò naturalmente alla riflessione.
Ora che il grande scrittore non c'è più, il maestro Diamanti è venuto in redazione a portarci il ricordo che di Gianni Rodari hanno voluto fissare sul quaderno alcuni dei suoi alunni. Ecco qui di seguito quelle semplici e commosse testimonianze di affetto.
«Caro Gianni, ancora una volta inizio così la mia lettera a Gianni Rodari, come se fosse ancora tra noi. Ma purtroppo non c'è più.
Credo però che noi tutti non lo dimenticheremo, né potremo dimenticarci di quei giorni tanto allegri quando è stato con noi, né di quando ci parlava nei suoi libri. In tutta la nostra classe solo uno o due non hanno letto il suo 'Cipollino', 'Favole al telefono', Tante storie per giocare' e tutti gli altri suoi libri che abbiamo. (Tommaso). |
«Quando ho saputo della morte mi sono ricordato i giorni che abbiamo trascorso insieme con lui. Ci siamo divertiti molto quando venne a Giugliano; facemmo molti giochi divertenti. Ora mi dispiace molto por quello che è successo. Noi lo aspettavamo perché ci aveva promesso di venire a trovarci un'altra volta» (Angelo).
«Credo che il suo ricordo non lo dimenticherò mai, perché è uno dei più belli. Quei tre giorni che stette con noi non li dimenticherò mai. Pochi giorni prima che moriva gli scrivemmo una lettera per chiedergli se veniva a trovarci» (Nicola Mauriello).
«Gianni era un uomo che ha dedicato tutta la sua vita ai bambini. E io gli vorrei dedicare questa favola: 'Gianni Rodari in Paradiso' e vorrei che tutto il mondo sapesse quanto ci è caro. Sapeva capire noi bambini e ci amava. Ed io credo che solo per questo ha composto favole, filastrocche… E ne ho avuto modo di accertarmene in quei tre giorni che è rimasto con noi. A me aveva detto che sapevo inventare molto bene. Mi dispiace che prima della sua morte non ha potuto leggere la nostra lettera che gli abbiamo mandato. Credo che né nel mondo, né in tutto l'universo ci sia un uomo come lui» (Mimmo).
«Caro Gianni, ci hai lasciato. Ma nel nostro animo rimane e rimarrà per sempre il ricordo del tuo amore per tutti noi. Tu volevi molto bene ai bambini e inventavi delle cose per farci felici. Il tuo amore, la tua felicità, è rimasto qui, accanto a noi che ti amiamo sempre» ( Rodolfo).
«Dopo che Gianni venne nella nostra classe, io comprai tutti i suoi libri. Appena ne usciva uno, subito lo compravo. Quella visita lasciò in me molte cose; le sue belle favole, i giochi che facevamo insieme, la favola che lui aveva iniziato e che fece continuare a noi. Le domeniche, leggevo i suoi articoli su 'Paese Sera'. Uno lo dovevo consegnare al mio maestro, ma mi dimenticai di farlo e adesso lo conservo. |
Appena ho sentito per radio della sua scomparsa sono rimasto addolorato, dispiaciuto.
Lo stesso anche mio padre» (Matteo).
«Caro Gianni, eravamo tutti contenti quando sei venuto tra noi. Speravamo che tu saresti ritornalo, ma invece no!
Però ci hai lasciata in ricordo le tue belle favole, i tuoi giochi, la tua bravura»
(Luigi C.).
«La tua morte ha lasciato nei nostri cuori un dispiacere e tanta tristezza.
Ci ricordiamo di quando ci raccontavi quei bellissimi racconti» (Luigi P.).
«Mi è molto dispiaciuto della sua morte. Quando l'ho saputo mi veniva da piangere.
Qualche giorno fa gli avevamo telefonato e lui ci disse che si doveva operare e che poi sarebbe tornato a trovarci» (Nicola Missiani).
«Caro Gianni, ci hai lasciato un grosso dispiacere nel nostro cuore. Eri divertente, bravo, giocavi con tutti i bambini.
Tu continua a vivere nei cicli, noi sempre vicini ti stiamo, continua a dire poesie e giochi.
(Francesco M.).
«È morto per noi e per le sue favole Gianni Rodari. Adesso che è morto ha lasciato come un vuoto in noi, come una favola incompiuta, una gioia che non è stata portata fino alla felicità completa, anche se lo abbiamo avuto tra noi per 59 anni. Ma la sua morte non ci deve scoraggiare, dobbiamo continuare quello che lui stava facendo, cioè di fare del mondo una favola di pace, e la pace la si ottiene con il piacere di essere amici (come...) e non con le bombe che fanno solo del male. (Massimiliano) |